martedì 23 novembre 2010

CASTAGNATA IN CASA SAN GIUSEPPE

Cari amici de Le Cuière di San Giuseppe,

vi invitiamo a passare una serata insieme

in Casa San Giuseppe
venerdì 3 dicembre 2010 alle 20:00
per gustare le ultime castagne di stagione preparate da Mario e dalla sua macchina delle meraviglie (vedere per credere!), assaggiare le primizie dell'inverno (=panettoni!!!) e aggiornarci sulle iniziative in corso e su nuove proposte per il futuro.

Attendiamo la conferma della vostra gradita presenza entro venerdì 26/11.

Vi aspettiamo numerosi!!!

lunedì 8 novembre 2010

Visita didattica alle cuiere


Il 19, 20 e 21 ottobre, abbiamo accolto a braccia aperte i bambini della scuola d'infanzia di Vallenoncello, accompagnati dalle loro insegnanti.

Sotto la guida delle "nostre maestre", le volontarie Milena, Mara e Daliah, l'allegro gruppo ha potuto scoprire i prodotti che la terra ci regala nella stagione autunnale, ammirandone i colori (l'arancio acceso delle zucche, il giallo paglierino dei cachi!), gli intensi odori delle erbe aromatiche del nostro Giardino dei Profumi e le varietà di ortaggi e frutti che, pur passata la stagione calda, l'orto continua a offrirci.

I nostri piccoli amici si sono divertiti a raccogliere zucche e pannocchiette e a incollare i semi delle une e delle altre in un disegno, che ognuno ha portato via con sè in ricordo di queste splendide ore passate insieme.


sabato 6 novembre 2010

2 novembre 2010: L"isola" Casa San Giuseppe



L'accesso alla casa da Via Comugne è allagato.


Oltre l'argine un mare d'acqua...

venerdì 5 novembre 2010

TORTA AL RADICCHIO

La stagione del radicchio lo richiede. Le cujere sono piene di questo ortaggio e soprattutto di tutti i tipi di radicchio.
Forse a qualcuno questo dolce non piacerà, chissà... Ma è una cosa diversa e soprattutto se lo fate assaggiare ai bambini che di radicchio non ne vogliono sapere, potete sempre contrabbadarlo per ... gocciole di cioccolato.
Buon appetito
Alla prossima
Milena

TORTA AL RADICCHIO

INGREDIENTI:

200 gr. burro

200 gr. radicchio di Chioggia (ma si può fare benissimo con quello delle Cujere)

250 gr. farina

2 uova

250 gr. zucchero

1 pizzico di sale

1 bustina di lievito


PREPARAZIONE:

Far ammorbidire il burro.

Ridurre in striscioline il radicchio

Sbattere assieme uova, sale e zucchero

Aggiungere burro e radicchio

Infine aggiungere farina e lievito e amalgamare bene tutto l’impasto.

Cuocere a 180° per 45 minuti.



BISCOTTINI ALL’UVETTA

INGREDIENTI:

150 gr. di burro

150 gr. zucchero

1 vanillina

300 gr. farina

3 uova

1 aroma rum

1 presa di sale

1 cucchiaino da tè di lievito

250 gr. di uvetta


PREPARAZIONE:

Lavorare il burro a crema ed aggiungere gradatamente zucchero, vanillina, uova, aroma e sale.

Preparare la farina mescolata con il lievito ed aggiungerla a cucchiaiate all’impasto, continuando a mescolare.

Lavare ed asciugare l’uvetta che andrà aggiunta per ultima all’impasto.

Coprire la piastra del forno con la carta forno e con un cucchiaino da tè disporre dei mucchietti di pasta della grandezza di una noce, non troppo vicini uno all’altro.


COTTURA:

Preriscaldare il forno per 10 minuti.

Infornare la piastra nella parte media del forno.

Cuocere per 15-20 minuti alla temperatura di 160°.

Controllare che non si bruciacchino, eventualmente abbassare la temperatura.


VARIANTI:

  • qualitative sostituire l’uvetta con le gocciole di cioccolata o pezzettini di mela o noccioline tritate o ancora nell’impasto aggiungere un po’ di cacao o… o… o… (spazio alla fantasia)

  • quantitative infornarle nelle forme da tortina: se ne producono di meno, ma sono più grandi, non hanno più la forma di biscotti, ma di vere e proprie tortine adatte anche per la merenda dei bambini a scuola.


EFFETTI COLLATERALI:

Come qualcuno avrà potuto verificare, quando si comincia ad assaggiare il primo, è facile scivolare al secondo e poi al terzo in brevissimo tempo. C’era un proverbio un tempo che parlava delle ciliegie come di “una tira l’altra”… beh, questi biscottini fanno concorrenza alle ciliegie. Provare per credere!




Diario di una volontaria: terza puntata

IL GIORNALINO DELLE CUJERE

Terza parte: raccolta e semina

Sono in attesa di lunedì 30 agosto perché in programma c’è la raccolta delle patate e voglio esserci. Purtroppo piove e dobbiamo spostare il tutto al mercoledì successivo 1° settembre. Sono contrariata e impaziente come un bambino… Ohibò! Vuoi vedere che mi sta succedendo come quel famoso detto: a 6 ani putèi e a 60 i torna quei?

Comunque eccomi di nuovo pronta ad unirmi agli altri nella “mise”ormai consolidata: canotta, guanti e capelin de paja. Oggi siamo più del solito, evviva! Operatori, volontari, ospiti… tutti all’opera, guidati dall’inossidabile boss Valerio.

Come avrete già capito, la raccolta delle patate è un’operazione a me mooolto gradita…. In poco tempo, grazie a tutte queste disponibilità, riempiamo diverse cassette. Questa è veramente un’ottima raccolta. Mentre Mara e Andrea le portano sotto il portico dietro casa per ripulirle, io e Valerio rivoltiamo la terra con le mani per verificare se ce ne sono ancora. Così facendo osservo la notevole quantità di insetti che spuntano da ogni dove e che mi scorrono fra le dita…. Un po’ schizzinosa e un po’ irritata, le indico a Valerio chiedendo cosa si può fare. La sua risposta saggia, pacata, quanto tecnicamente perfetta è “Niente. Siamo noi gli intrusi qui.” Ci penso un momento e mi chiedo quante persone, oggi come oggi, trattino la terra con il rispetto che merita, considerandosi ospiti e non padroni… La riposta non mi sembra molto confortante…. Ma ci sono anche segni di speranza, come la raccolta differenziata - da cui, fra l’altro, si ricava il compost, prezioso per le nostre cujere - e come tutte le persone che si impegnano a fare la loro parte.

Dopo il pensare, torniamo al fare. Eccomi all’opera su un'altra lunga cujera per un’operazione con cui mi cimento per la prima volta nella mia vita: la semina. Valerio mi assegna Solomon come compagno di lavoro e così ci posizioniamo di fronte, uno da un lato e l’altra dall’altro della cujera. Dopo averci indicato il corretto modo di procedere, ci lascia liberi di fare. Panico! Almeno per me, che ho paura di sbagliare tutto, di sprecare le sementi spargendole fuori posto, di concentrarle troppo da una parte e troppo poco dall’altra. Alzo gli occhi e guardo il giovane africano di fronte a me, con cui devo lavorare. Per lui sembra non esserci alcun problema. Molto compìto, concentrato e sereno afferra il rastrello per sé e un bastone di legno per me. Lo dovrò mettere sulla cujera per fissare il pezzo assegnato a quel determinato ortaggio. Tanto per capirci: è come alle casse del supermercato, quando si mette il bastoncino del “cliente successivo” per delimitare gli acquisti del cliente precedente da quelli nostri. Ecco, io devo mettere il bastone dell’ ”ortaggio successivo”. Solomon con il rastrello livella per benino la cujera. Io lo osservo: è proprio bravo e, al contrario di me, per niente impacciato! Io nel frattempo ho aperto la bustina. E qui viene il bello. Ben curva sulla cujera, tento di distribuire i semini in modo omogeneo un po’ qua e un po’ là, ma sono molto incerta sul risultato. Ad un certo punto Solomon, che già mi stava osservando criticamente, mi ammonisce educatamente, ma con tono molto deciso: “No, signora, non si fa così!” E ripassa con la semente a coprire le zone che ho lasciato scoperte. Mi sento veramente un’imbranata totale e in stato d’inferiorità di fronte a lui… Chissà se avrà pensato ai guai che può combinare questa strana donna bianca con il sedere per aria che pretende di seminare senza saperlo fare…… E io cosa ho pensato? Che qualche volta fa bene imparare da coloro ai quali si dà per scontato di dover solo insegnare…

Di pezzo in pezzo arriviamo fino a metà cujera, migliorando sempre più il nostro lavorare insieme. L’altra metà è destinata agli ortaggi che devono essere piantati. Solomon se ne va e arriva Valerio con il metro, perché è necessario essere precisi sulla distanza tra una piantina e l’altra. Per un geometra sarebbe uno scherzo, ma per un ragioniere e soprattutto un ragioniere alla sua prima volta, è un’altra occasione per sentirsi imbranati! Seguo le indicazioni del capo e ho Mara al mio fianco, figura un po’ più materna di Solomon… Piantine di finocchi, lattuga e verze vengono così interrate fino al completamento della cujera. All’inizio di ogni singolo pezzo seminato, infiliamo un cartellino con il nome dell’ortaggio paron de casa, per così dire….

Per finire in bellezza con questa cujera dobbiamo spalare e livellare gli spazi laterali di accesso. Pala alla mano, su un lato partiamo io e Mara, una all’inizio e l’altra alla fine, sull’altro lato c’è Salvatore. L’avvio è baldanzoso, a volte alziamo la testa per vedere quanto manca ad incontrarci e terminare così il lavoro, ma osserviamo sfiduciate che la distanza sembra sempre la stessa. Questo mi fa ricordare quando ero bambina e d’estate andavo a ricamare dalle suore. Ricamare un lenzuolo matrimoniale era una meta ambita, significava che eri “delle grandi”. Si cominciava sempre di gran lena, ma l’orlo di un matrimoniale è piuttosto lungo e dopo un po’ si cominciava a controllare quanto era già stato fatto e quanto mancava, rallentando immancabilmente il lavoro. Quando la suora se ne accorgeva ci ammoniva: “Non guardate il lavoro già fatto o che è da fare. Pensate a far bene quello che state facendo, altrimenti vi faccio disfare!” Fortunatamente Valerio e Salvatore non sono come Suor Concettina – pace all’anima sua – quindi niente prediche nemmeno quando vedono il ritmo calare sempre più. Salvatore prima ci incoraggia, ma poi, vista la fatica, la schiena e le mani che hanno una loro storia diversa da quella dell’orto, molto comprensivo si fa carico dell’ “incompiuta” e ci lascia andare.

Terminati i lavori in programma, largo ai festeggiamenti! E’ stato un pomeriggio veramente memorabile! Ho portato la focaccia di mele e Mara gli sciroppi naturali di menta e sambuco. Prepariamo la tavola all’ombra degli alberi, chiamiamo anche Renata la cuoca e chiacchierando allegramente - anche con la bocca piena - ci scambiamo le nostre osservazioni. La mia focaccia riscuote un grande successo, come a dire che le cose semplici, spesso sono le più buone. A questo punto nasce l’idea di una rubrica aperta al contributo di tutti, da inserire nel giornalino delle cujere, che potremmo chiamare “Le ricette delle cujere”.

E’ stata veramente una giornata piena. Semina, raccolta, assaggio, pensieri, ricordi emozioni, chiacchiere, allegria ….. Avrei, avremmo potuto desiderare di più e meglio per la giornata mondiale della responsabilità verso il creato? Celebrazioni, preghiere, pubblicazioni, convegni vanno certamente bene, ma noi questa giornata l’abbiamo vissuta in prima persona ed è stata tutto questo e ancor di più.

A lunedì prossimo, non so cosa ci sarà in programma, ma io ci sarò.

Milena





giovedì 21 ottobre 2010

Avanti con la serra

Tecnici e ragazzi di Casa San Giuseppe all'opera per completare la copertura della serra...

Il lavoro è quasi ultimato...

Gli amici di Villa Carinzia in visita a Le cuière

Venerdì 08 ottobre sono venuti a trovarci i ragazzi, gli operatori e i volontari del Giardino delle Sorprese di Villa Carinzia.
Il progetto del Giardino Educativo, nato su iniziativa della Provincia di Pordenone e dell'Azienda sanitaria, mette in rete diversi attori del territorio per offrire a persone diversamente abili una nuova risposta educativa e riabilitativa, ambientata nel parco di Villa Carinzia.

Abbiamo trascorso una bellissima mattinata all'aria aperta, creando un momento di reciproca conoscenza per i due progetti.

Oltre a raccontare l'esperienza di Casa San Giuseppe, abbiamo anche potuto mostrare i buoni risultati che si possono ottenere sperimentando l'agricoltura biologica.



È stata molto importante per noi la partecipazione e la testimonianza di Valerio, Mara, Milena, Salvatore e Silvano con i suoi asini. È soprattutto grazie a loro che Le Cuière di San Giuseppe è diventato un sogno realizzabile.



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APPUNTAMENTI IMPORTANTI: Martedì 19 ottobre 2010 , in occasione dell'apertura dell'anno scolastico, si è tenuta una grande festa a Villa Carinzia con il coinvolgimento della scuola, dei ragazzi e delle loro famiglie, dei volontari e di quanti operano nel sistema dei servizi nati attorno a questo progetto.

mercoledì 6 ottobre 2010

Sconda puntata del diario di una volontaria

IL GIORNALINO DELLE CUJERE
Seconda parte: la raccolta
(niente riassunto puntate precedenti, vedere post del 24 settembre)

Il mercoledì successivo mi presento con la salsa greca, promessa al termine della chiacchierata finale sulle ricette e tradizioni locali e del mondo. E’ una salsa fresca, facile da preparare, che si sposa bene con tutto. Si prepara con crema di yogurt greca e cetrioli. Il terzo ingrediente è causa di una certa “asocialità” che può colpire chi la mangia, è il suo unico effetto collaterale; per questo, dopo averla mangiata, sarebbe preferibile parlarsi solo per telefono ... E’ una salsa molto “agliosa”!
Poi purtroppo manco un lunedì e mi dispiace perché c’era da piantare. E siccome c’è sempre molta gente che mi dice “Milena piàntela”, mi sembra di aver perso l’ennesima occasione. Ma il lunedì successivo eccomi pronta per un pomeriggio interamente dedicato alla raccolta. Siamo in piena produzione, le cujere sono veramente rigogliose, c’è proprio di tutto. Per un vegetariano stare lì incantato ad ammirarle è un vero “resentìn de ocji”.
Arrivo munita di “capelìn de paja” (giustamente più piccolo del boss Valerio) per il sole e di fazzoletto asciuga sudore, che, in mancanza di tasche, sono costretta a conservare nella tettoia (trattasi di posticino sul davanti dei polmoni, un po’ imbarazzante da nominare…).
Comincio con la cujera più lunga: quella dei pomodori. Con tutte le qualità raccolte ne riempiamo due cassette: cuore di bue, ciliegino, datterino, S. Marzano, che, vista la produzione, è andato molto d’accordo con il titolare S. Giuseppe.
E poi cetrioli e zucchine, che richiedono occhio vigile, altrimenti restano all’ombra delle foglie e rischiano di tornare alla terra senza passare dal via… cioè la cassetta! Modestamente, io ho un occhio ben allenato, ma per timore che non lo sia abbastanza, mi aiuto parecchio con le mani, spostando le foglie su e giù. Se qualcuno si fermasse ad osservarmi in quel momento, potrebbe pensare che sto giocando a nascondino con zucchine e cetrioli, tanta è la soddisfazione che provo quando ne trovo qualcuno che mi stava sfuggendo…..
E poi ancora porri e cipolle che – attenzione - non sono proprio la stessa cosa. Il porro nelle torte salate è la mia passione, con o senza ricotta e speck; così pure il risotto con i porri è un primo delicato e leggero che gradisco sempre e non dimentichiamoci delle frittate o della zuppa di porri e patate... Per quanto riguarda le cipolle mi soffermo a raccogliere quelle rosse, ufficialmente chiamate di Tropea, ma qui di S. Giuseppe, è ovvio. Mi piacciono troppo preparate secondo una ricetta che ho imparato in Calabria come antipasto. Si grigliano sulla piastra, ma un pochino, mi pare che in termine tecnico si dica “appassire” anche se è così… deprimente!, poi si condiscono con aceto balsamico e il gioco è fatto!
Ora mi dedico alle carote. Riesco abbastanza facilmente a trovare quelle un po’ più grosse e a far spazio intorno alla testa per estrarle senza spezzare il ciuffo. A prima vista, così bitorzolute non sembrano chissà che cosa, temo che siano un po’ legnose, ma poi mi dovrò ricredere quando, cucinate al vapore, ne gusterò il sapore e il tenero. Questo avvalora la mia teoria per cui essere belli non serve poi tanto….
Sulla stessa cujera le erbette rosse, un ortaggio di cui vado matta! Si chiamano rosse, ma sarebbero rosé. Non sono molte e mi dispiace, ma mi consolo vedendone le dimensioni. Forse anche troppo grosse e, come per le carote, temo che siano un po’ legnose e filamentose. Anche qui mi ricrederò presto quando a casa le preparerò lesse con le patate. Avreste dovuto provare: tènere come il burro!!!
Infine sempre sulla stessa cujera mi avvio verso le biete, visibilmente rappresentate da qualche bel ciuffo, già adocchiato sin dal mio arrivo. Sono della qualità che mio nonno chiamava “coste d’argento” con un bel gambo largo e chiaro che poi sfocia in una foglia dal verde scuro brillante. Qui serve il coltello e Salvatore non solo me lo procura, ma esegue per me l’operazione di raccolta. Forse un po’ per andare sul sicuro, vista la mia inesperienza, ma anche per sua disponibilità, sempre dimostrata peraltro a noi volontari.
Sono al termine della raccolta per oggi, stanca e accaldata, ma soddisfatta. Aiuto a portare le cassette in casa per la pesatura, me ne preparo una con un po’ di tutto, pregustando già i vari assaggi.
Riceviamo da Valerio “l’ordine di servizio” per lunedì 30 agosto: raccolta patate! Che festeggeremo con la focaccia di mele e succhi naturali da degustare al termine.
Arrivederci alla prossima
Milena
LE RICETTE DELLE CUJERE

Ho pensato di star ferma un giro, come al gioco dell’oca, considerato che in questa seconda puntata ci sono diversi spunti di ricette, non proprio di dolci, ma molto in linea con le cujere. Se qualcuno desidera ulteriori approfondimenti in merito sono sempre a disposizione, ma ricordiamoci che la rubrica può beneficiare del contributo di tutti.

venerdì 24 settembre 2010

Ricette delle cujere

Con questa prima parte del DIARIO DELLE CUJERE potremmo inaugurare la rubrica LE RICETTE DELLE CUJERE , a cui tutti naturalmente possono contribuire. Ed ecco la mia prima proposta:


LA FOCACCIA DI MELE.

INGREDIENTI:

1 Kg. Mele

200 gr. zucchero

200 gr. farina

3 uova

½ bicchiere di latte

2 cucchiaini di lievito

1 vanillina

1 buccia di limone o in mancanza 1-2 aroma limone.


N.B. L’assenza di burro, olio, margarina ed ogni altro grasso possibile e immaginabile, è puramente CAUSALE… per un EFFETTO leggero e poco calorico, ma sempre molto appetitoso.


PREPARAZIONE:

Sbattere le uova con lo zucchero per 10 minuti.

Aggiungere gradatamente farina e latte e lavorare per altri 10 minuti.

Aggiungere lievito, vanillina e la buccia grattugiata del limone (o gli aromi) e lavorare per i soliti 10 minuti. Il composto deve risultare abbastanza liquido,, tipo “pastela”.

In una teglia imburrata e spolverata di zucchero, stendere le fettine di 1 kg. di mele sbucciate.

Versare l’impasto e infornare a 180° per una cottura di 45 minuti.

Diario di una volontaria

IL GIORNALINO DELLE CUJERE


Niente di meglio per cominciare un cammino di vita, che spero lungo e sereno, anche se profondamente diverso dai precedenti, come il pensionamento.

Conoscevo già Casa S. Giuseppe e il Progetto delle CUJERE come orto sociale, ma non lo avevo ancora mai frequentato, pur tenendomi informata via mail sugli appuntamenti e sui lavori in corso. Così, approfittando del tanto tempo libero che mi ritrovo dal mese di luglio, decido di “scendere in campo”, nel vero senso della parola.

C’è una prima volta per tutto e il mio primo lunedì è un po’… slàusso, per dirla nel dialetto delle cujere. Non so a chi rivolgermi… non so cosa e come fare… mi manca l’organizzazione a cui sono abituata…. in assenza di incarichi e di riferimenti non vorrei essere invadente.

Chiedo a Valerio e ricevo carta bianca per una raccolta “differenziata”: zucchine con zucchine, pomodori con pomodori, cetrioli con cetrioli….. Per una tendenziale vegetariana come me è una vera soddisfazione, oltre che fonte continua di acquolina in bocca.

Fra un ortaggio e l’altro chiedo il nome delle varie persone presenti, non molte, nomi che, come in tutte le presentazioni, dimentico in brevissimo tempo. Ma sarà per la prossima volta, perché mi sento così bene che ho deciso che ci sarà una prossima volta.

Me ne vado, stanca ma soddisfatta, con una cesta di ortaggi e una borsa di prugne.

Al mio secondo lunedì mi cimento nella raccolta delle patate. Una cosa nuova che provo per la prima volta e da pensionata. Niente male!

C’è Valerio, riconoscibile dal “capel de paja”, a cui ormai tutti – sempre quei pochi – facciamo riferimento; c’è Salvatore, che devo ancora capire se è un volontario o un ospite della casa; c’è un operatore di Abitamondo di cui naturalmente non ricordo il nome e c’è un giovane ospite di origine africana, che si tiene un po’ in disparte e che non mi hanno ancora presentato. Ho deciso che la prossima volta – perché ci sarà una prossima volta – mi arrangio e mi presento da sola.

Osservo Valerio che passa con un piccolo aratro sulle cujere delle patate e dalle zolle rivoltate ne spuntano parecchie. Poi passiamo noi e le raccogliamo a mano, riempiendo alcune cassette ai nostri piedi. Ma è necessario rivoltare con le mani la terra per accertarsi che non ne rimangano sotto. Addio manicure! La prossima volta devo ricordarmi di portare gli appositi guanti.

Ci sono patate per tutti i gusti: grandi e piccole, regolari o bitorzolute e persino patate bonsai. E queste ultime, che io raccolgo ugualmente anche se potrebbero essere lasciate nel terreno, sono convinta che al forno faranno furori!

Grazie al caldo e alla fatica mi ritrovo con rivoli di sudore che scendono sul collo e lungo la schiena. Che scarico di tossine, ragazzi! La prossima volta però devo ricordarmi di portarmi un cappello e tenere un fazzoletto a portata di mano. Ormai è deciso: ci sarà una prossima volta! Tutto sommato, ho cominciato con una bella abbronzatura gratis ed è bene completarla, no?

Poi mi dedico velocemente e autonomamente a raccogliere pomodori e prugne: ormai sono di casa….. S. Giuseppe, naturalmente!

Infine eccezionale anguriata con un’anguria delle cujere che ha tutto per piacere (la rima è puramente casuale!): bella, dolce, fresca.

E mentre ci rifocilliamo alla grande, approfittiamo per una piacevole chiacchierata su ricette e tradizioni. Nascono idee e proposte che ci ripromettiamo di approfondire in momenti successivi. Arrivederci al prossimo lunedì quando si pianterà.








giovedì 12 agosto 2010

Buone Vacanze!


È tempo di ferie ma nell'orto si continua a lavorare e a produrre!
Buona estate a tutti gli amici delle Cuière!


martedì 15 giugno 2010

Distribuzione delle verdure: come ci siamo organizzati

A tutti quelli interessati al consumo delle verdure dell'orto presentiamo le modalità di distribuzione dei prodotti:

  • prioritariamente viene messa da parte la verdura necessaria al consumo della casa;

  • di tutto ciò che resta possono usufruire i volontari che hanno partecipato alle attività dell'orto (sia chi ha partecipato alle attività sul campo, sia chi partecipa alle attività collaterali dell'orto o di Casa San Giuseppe in generale);

  • infine se avanza ulteriore verdura potrà essere distribuita anche a chi non ha partecipato alle attività in cambio di una libera offerta per contribuire alle spese della coltivazione.

Chi volesse venire a prendere le verdure può iscriversi alla mailing list per essere informato sulla produzione o visitare il blog dell'orto www.lecuieredisangiuseppe.blogspot.com. Inoltre tutti i lunedì e giovedì pomeriggio dalle ore 18.00 alle ore 19.00 potrà venire di persona a raccogliere le eventuali verdure a disposizione.

Ricordiamo però che non essendo un'azienda agricola non vendiamo alcun prodotto né possiamo garantire che ci sia sempre verdura disponibile.

venerdì 4 giugno 2010

Miracolo!


Stiamo esagerando? Forse. Ma questo è quello che abbiamo pensato quando abbiamo visto la piccola pianta di ulivo, data per spacciata dopo le gelate di questo inverno, mettere fuori foglie fresche.
Ci piace pensare che questo non succeda solo alle piante...

Imparare lavorando

Questa settimana è iniziato il corso di formazione in orticultura destinato a 6 beneficiari dei progetti di accoglienza, integrazione e tutela per richiedenti asilo e rifugiati della Nuovi Vicini onlus. I ragazzi saranno impegnati per un mese in un percorso di apprendimento delle tecniche di coltivazione e cura dell'orto.
Il corso si tiene presso "Le cuiere" in Casa San Giuseppe e presso "La Volpe sotto i Gelsi", fattoria sociale promossa dalle Cooperative Sociali: Il Piccolo Principe (capofila), Lilliput, Futura, e il Granello assieme all’A.S.S.n.6, Comune di San Vito al Tagliamento e Ambito Est. La struttura si trova in via Copece a San Vito al Tagliamento e vi invitiamo caldamente a visitarla.
L'iniziativa è realizzata grazie alle risorse messe a disposizione dal FAI – Fondo di accompagnamento all’integrazione, costituito da ANCI con le risorse dell’otto per mille dell’IRPEF devoluto dai cittadini alla diretta gestione statale, così come assegnate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

lunedì 24 maggio 2010

17 MAGGIO 2010

Nonostante la giornata di oggi ci abbia regalato un po' di sole, il terreno si è rivelato troppo umido per poterci lavorare: Paolo e Salvatore sono comunque riusciti a preparare altre due cuiere (o "parcelle" in italiano. La parola "aiuole" viene utilizzata per i fiori) , in modo che il terreno sia asciutto e pronto per le prossime coltivazioni.

Valerio è molto soddisfatto dello sviluppo dell'orto: le piantine sembrano non aver risentito del brutto tempo e sfoggiano un bel verde brillante, grazie alle sostanze nutrienti presenti nel terreno.

Oggi perciò ci siamo dedicati a:
-la legatura dei pomodori;
-la concimazione;
-il controllo delle limacce;
-il trattamento contro le malattie fungine.

Abbiamo legato le piantine di pomodori ad ogni palo con un filo di circa 15 cm in modo che crescano dritte: questa operazione verrà fatta man mano che esse si sviluppano; la legatura non deve essere troppo stretta.
In qualche pianta abbiamo notato delle "filiazioni": Valerio spiega che è meglio tagliarle e mantenere un'unica pianta principale, perché rischierebbe di indebolirsi.

Su ogni pianta abbiamo versato un po' di granuli di concime di tipo biologico.

Abbiamo inoltre distribuito delle esche contro le limacce, che hanno già banchettato abbondamente...

Oltre alle lumache l'orto è minacciato dalle malattie fungine (peronospera e oidio) e da pidocchietti verdi e neri, rischio altissimo soprattutto dopo 15 giorni di pioggia.
Come prevenzione Valerio ha preparato una soluzione per le coltivazioni di tipo biologico, da nebulizzare sulle cuiere con uno "zainetto", il contenitore dove viene versato il trattamento.
Ha mescolato in un secchio della pasta caffaro, dello zolfo (altro fungicida) e un insetticida (il cui principio attivo è lo spinosar).
La soluzione deve essere distribuita con attenzione perché è un prodotto per contatto: a differenza di quelli di tipo sistemico – che entrano nel sistema della pianta e sono quindi totalmente efficaci – questo agisce solamente nella parte dove si è depositato.
Al momento della distribuzione è' importante indossare guanti e maschera e inoltre fare attenzione a non applicarlo controvento! Il prodotto non va distribuito nelle ore più calde.
Pur essendo una soulzione ad utilizzo biologico è comunque necessario attendere qualche giorno prima di poter mangiare ortaggi e frutti. Inoltre per alcune piante questa soluzione può risultare fitotossica.

lunedì 17 maggio 2010

10 maggio 2010

La pioggia che in questi giorni ha imperversato senza soluzione di continuità non ha demoralizzato noi provetti orticoltori e così lunedì 10 maggio abbiamo sostituito momentaneamente la pala con la penna e ci siamo trasferiti in ufficio per fare il punto della situazione sull'andamento dell'orto e per programmare le prossime tappe, pardon, zappate.
Nel frattempo Paolo si è dato da fare e ha realizzato decine di cartelli da piantare nelle "cuiere" per identificare i prodotti piantati e seminati. Mara preparerà le scritte e inserirà, oltre al nome della pianta, la data di semina.

Lunedì prossimo (tempo permettendo...) pianteremo i peperoni (rossi e gialli) e le melanzane (anche nella varietà bianca): valuteremo se utilizzare una (per una produzione di 50&60 frutti) o due aiuole (100/120).

Ci sarà anche spazio per un bel po' di frutta golosa per l'estate: angurie e meloni di diverse varietà. Aspetteremo con l'acquolina in bocca la loro maturazione, tra luglio e metà agosto.

Luca ha suggerito di piantare anche il rafano (o cren), una pianta da sovescio, usata cioè anche come disinfettante per il terreno, contro gli insetti.
Nei prossimi incontri decideremo se raddoppiare le piante di pomodori (e piantarne anche per la conserva) e i fagioli e le tegoline, che saranno pronti tra luglio e agosto, quando le teghe diventeranno rosse.

Per quanto riguarda l'orto aromatico lanciamo la sfida del totonome: spremete le meningi e sotto con le proposte!
In attesa di trovargli un nome continueremo ad arricchire questo bel giardino odoroso con cipolle, timo, lavanda, peperoncino e altro ancora.

giovedì 6 maggio 2010


Lunedì 03/05/2010.
Questa volta è toccato alle piantine di zucchine (di diversi tipi) e cetrioli.
Nonostante il tempo incerto e il terreno un po' bagnato siamo riusciti comunque a lavorare.
Anche per le zucchine la tecnica è stata quella della paciamatura con nylon nero, che era già stato steso la volta precedente e che ci ha consentito di avere terreno asciutto per l'operazione.
Abbiamo sperimentato l'uso di un attrezzo piantabulbi, che ha facilitato la piantumazione.
Su una cuiera senza nylon, dove abbiamo piantato i cetrioli, abbiamo anche utilizzato delle piccole canne di bambù, perché la pianta vi si possa arrampicare facilmente crescendo.
Abbiamo anche seminato carote, rucola e ravanelli.
Speriamo nel sole...

giovedì 29 aprile 2010

Terzo appuntamento con l'orto

L'importanza di bagnare
Vista la scarsità di pioggia di questi tempi abbiamo dovuto bagnare giornalmente le piantine piantate la scorsa settimana(è un'operazione da farsi quando non c'è ancora caldo quindi entro le ore 9.00). Per fortuna che Paolo, uno degli ospiti di Casa San Giuseppe, si è preso a cuore l'orto e se n'è occupato lui ogni mattina.

Pomodori e fagioli

Questa settimana abbiamo invece lavorato su due nuove cuiere piantando in una i pomodori e seminando nell'altra i fagioli.


Il nylon

Per evitare che le cuiere si riempiano di erbacce abbiamo steso un telo in nylon nero (largo 120 cm). Il telo va steso sulla cuiera e poi fermato riversandoci sopra una palata di terra lungo tutto il perimetro. La terra va prelevata dal bordo della cuiera sotto il nylon ed adagita (non buttata!) sopra il telo. Questa con il suo peso deve permette
re che il nylon resti ben teso (l'ideale è farlo nelle ore calde quando il telo è un po' più dilatato).

A cosa serve il nylon

Il nylon ha la funzione principale di non far crescere le erbacce ma permette anche di anticipare o posticipare la coltivazione di una quindicina di giorni, contrastando il freddo; inoltre mantiene una buona umidità del terreno. L'importante però è che le piante siano sempre ben irrigate altrimenti rischiano di bruciarsi visto che l'alta temperatura che si raggiunge al di sotto del telo nero. Col crescere della piantina il problema comunque si attenua perchè la pianta riesce a farsi ombra sulle radici da sola.
Sotto il telo abbiamo posizionato una filo al centro della cuiera in attesa di poter mettere una “manichetta” per l'irrigazione che abbiamo ordinato (la legheremo ad un capo del filo e la faremo scorrere sotto il telo tirando l'altro capo). Grazie alla manichetta non dovremo andare a bagnare una piantina alla volta a mano ma potremmo semplicemente far scorrere l'acqua che dalla manichetta sotto il telo bagnerà tutte le piante permettendoci nel frattempo di fare altri lavori. Le piantine di pomodoro Sul telo abbiamo poi fatto con la forbice dei tagli in corrispondenza dei punti dove andavano interrate le piantine: all'incirca ad una distanza di 70 cm l'una dall'altra disposte su due file sfalsate. Poi in corrispondenza di ogni buco sul telo abbiamo fatto un piccolo scavo con la mano e abbiamo inserito le piante. Le specie di pomodoro piantate sono:
  • S.Marzano
  • tondo
  • banana
  • ciliegia
  • cuore di bue
Sulla stessa cuiera di pomodori tra una pianta e l'altra si possono piantare delle insalate che crescono più velocemente (una quarantina di giorni) e, una volta colte, lasciano lo spazio al pomodoro. In questo modo si sfrutta in maniera ottimale lo spazio della cuiera. Inoltre le piante possono crescere in sinergia tra loro traendo vantaggio dall'essere vicine: ad esempio il cavolo aiuta la crescita del pomodoro e viceversa.

I fagioli

Infine abbiamo seminato fagiolini e fagioli borlotti.


martedì 20 aprile 2010

Arrivano le prime piantine

Ieri un nutrito gruppo di volontari e ospiti di Casa San Giuseppe si è messo all'opera lavorando sull'orto per oltre due ore!
Dopo la piantagione delle patate la scorsa settimana siamo questa volta passati alla preparazione delle aiuole, o per meglio dire cuiere.
Come potete apprezzare dalle foto abbiamo dovuto lavorare di pala!

Dopo aver fissato con dei paletti la misura della cuiera ed aver teso un filo da un capo all'altro dell'orto per delimitarne i bordi abbiamo scavato con la pala il percorso tra una cuiare e l'altra e riversato la terra tolta nella cuiera stessa che ovviamente si è innalzata. Poi col rastrello abbiamo sistemato la terra in modo che fosse il più regolare possibile.

Infine abbiamo cominciato a piantare: cipolle, porri, insalata, bieta, cavolo-cappuccio.

Valerio ci ha spiegato l'im portanza di disporre le piantine in modo che ognuna abbia lo spazio necessario per crescere (ad esempio le cipolle e il porro su 4 file, ogni piantina sfalsata l'una dall'altra e a circa 20 cm mentre le piantine di insalata e la bieta su tre file disponendole sempre sfalsate). Per piantarle abbiamo fatto a mano il buco nella terra e messo giù la pianta anche se il terreno molto duro ci ha creato dei problemi nel fare dei buchi sufficientemente profondi.


Adesso non ci resta che attendere che crescano...

lunedì 19 aprile 2010

Il progetto dell'orto sociale

Il progetto prevede l'avvio, in forma sperimentale, di un'attività di orto sociale.

Presso la struttura “Casa del lavoratore San Giuseppe” stiamo realizzando, su un terreno attiguo alla casa, un campo di coltivazione a cielo aperto secondo le tecniche dell’agricoltura biologica.

Grazie alla collaborazione con un esperto orticoltore (Valerio Salvador) abbiamo realizzato un laboratorio continuo d'insegnamento, per apprendere le tecniche di coltivazione e cura dell’orto/giardino.

Possono partecipare all'attività, oltre ai referenti della struttura (cooperativa Abitamondo), tutti coloro che sono interessati ed in particolare:

  • persone volontarie del GAS della Caritas di Pordenone,

  • gli ospiti di Casa San Giuseppe.

L’attività di coltivazione sarà svolta in modo integrato con l’offerta di servizi:

  • culturali/educativi (es. attività del GAS presso CSG),

  • assistenziali” (possibilità di un'attività sana e riabilitativa per persone senza lavoro),

  • formativi e occupazionali

in collaborazione con le istituzioni pubbliche (servizi sociali) e con il terzo settore (es. Nuovi Vicini, Consorzio Leonardo, ecc.).


L'agricoltura sociale, oltre a promuovere il contatto con la natura, il lavoro all'aria aperta, la manualità, il consumo consapevole e sano, il benessere psicofisico, la possibilità di intessere nuove relazioni, permetterà di raggiungere alcuni obiettivi pratici:

  • valorizzare il terreno attorno alla casa, (con la possibilità di renderlo fruibile in futuro in modi diversi), e valorizzare la casa stessa, che potrebbe diventare centro di aggregazione delle attività del GAS Caritas e punto di incontro per altre persone anche della comunità di Vallenoncello;

  • produrre ortaggi per l'autoconsumo interno della casa, per il consumo delle persone che partecipano al progetto, per altri beneficiari da individuare;

  • sperimentare l'agricoltura biologica;

  • sperimentare percorsi di formazione volti all'inserimento lavorativo in aziende agricole esterne;

  • dare la possibilità agli ospiti disoccupati di impegnarsi in un'attività lavorativa soddisfacente.

Il progetto, nell'attuale fase sperimentale, durerà fino a ottobre 2010 circa, in modo da poter completare il ciclo della coltivazione e raccolta prima dell'invero.

La valutazione dei risultati del progetto ci permetterà di programmare eventuali (ed auspicabili...) nuovi sviluppi nel 2011.