IL GIORNALINO DELLE CUJERE
Seconda parte: la raccolta
(niente riassunto puntate precedenti, vedere post del 24 settembre)
Il mercoledì successivo mi presento con la salsa greca, promessa al termine della chiacchierata finale sulle ricette e tradizioni locali e del mondo. E’ una salsa fresca, facile da preparare, che si sposa bene con tutto. Si prepara con crema di yogurt greca e cetrioli. Il terzo ingrediente è causa di una certa “asocialità” che può colpire chi la mangia, è il suo unico effetto collaterale; per questo, dopo averla mangiata, sarebbe preferibile parlarsi solo per telefono ... E’ una salsa molto “agliosa”!
Poi purtroppo manco un lunedì e mi dispiace perché c’era da piantare. E siccome c’è sempre molta gente che mi dice “Milena piàntela”, mi sembra di aver perso l’ennesima occasione. Ma il lunedì successivo eccomi pronta per un pomeriggio interamente dedicato alla raccolta. Siamo in piena produzione, le cujere sono veramente rigogliose, c’è proprio di tutto. Per un vegetariano stare lì incantato ad ammirarle è un vero “resentìn de ocji”.
Arrivo munita di “capelìn de paja” (giustamente più piccolo del boss Valerio) per il sole e di fazzoletto asciuga sudore, che, in mancanza di tasche, sono costretta a conservare nella tettoia (trattasi di posticino sul davanti dei polmoni, un po’ imbarazzante da nominare…).
Comincio con la cujera più lunga: quella dei pomodori. Con tutte le qualità raccolte ne riempiamo due cassette: cuore di bue, ciliegino, datterino, S. Marzano, che, vista la produzione, è andato molto d’accordo con il titolare S. Giuseppe.
E poi cetrioli e zucchine, che richiedono occhio vigile, altrimenti restano all’ombra delle foglie e rischiano di tornare alla terra senza passare dal via… cioè la cassetta! Modestamente, io ho un occhio ben allenato, ma per timore che non lo sia abbastanza, mi aiuto parecchio con le mani, spostando le foglie su e giù. Se qualcuno si fermasse ad osservarmi in quel momento, potrebbe pensare che sto giocando a nascondino con zucchine e cetrioli, tanta è la soddisfazione che provo quando ne trovo qualcuno che mi stava sfuggendo…..
E poi ancora porri e cipolle che – attenzione - non sono proprio la stessa cosa. Il porro nelle torte salate è la mia passione, con o senza ricotta e speck; così pure il risotto con i porri è un primo delicato e leggero che gradisco sempre e non dimentichiamoci delle frittate o della zuppa di porri e patate... Per quanto riguarda le cipolle mi soffermo a raccogliere quelle rosse, ufficialmente chiamate di Tropea, ma qui di S. Giuseppe, è ovvio. Mi piacciono troppo preparate secondo una ricetta che ho imparato in Calabria come antipasto. Si grigliano sulla piastra, ma un pochino, mi pare che in termine tecnico si dica “appassire” anche se è così… deprimente!, poi si condiscono con aceto balsamico e il gioco è fatto!
Ora mi dedico alle carote. Riesco abbastanza facilmente a trovare quelle un po’ più grosse e a far spazio intorno alla testa per estrarle senza spezzare il ciuffo. A prima vista, così bitorzolute non sembrano chissà che cosa, temo che siano un po’ legnose, ma poi mi dovrò ricredere quando, cucinate al vapore, ne gusterò il sapore e il tenero. Questo avvalora la mia teoria per cui essere belli non serve poi tanto….
Sulla stessa cujera le erbette rosse, un ortaggio di cui vado matta! Si chiamano rosse, ma sarebbero rosé. Non sono molte e mi dispiace, ma mi consolo vedendone le dimensioni. Forse anche troppo grosse e, come per le carote, temo che siano un po’ legnose e filamentose. Anche qui mi ricrederò presto quando a casa le preparerò lesse con le patate. Avreste dovuto provare: tènere come il burro!!!
Infine sempre sulla stessa cujera mi avvio verso le biete, visibilmente rappresentate da qualche bel ciuffo, già adocchiato sin dal mio arrivo. Sono della qualità che mio nonno chiamava “coste d’argento” con un bel gambo largo e chiaro che poi sfocia in una foglia dal verde scuro brillante. Qui serve il coltello e Salvatore non solo me lo procura, ma esegue per me l’operazione di raccolta. Forse un po’ per andare sul sicuro, vista la mia inesperienza, ma anche per sua disponibilità, sempre dimostrata peraltro a noi volontari.
Sono al termine della raccolta per oggi, stanca e accaldata, ma soddisfatta. Aiuto a portare le cassette in casa per la pesatura, me ne preparo una con un po’ di tutto, pregustando già i vari assaggi.
Riceviamo da Valerio “l’ordine di servizio” per lunedì 30 agosto: raccolta patate! Che festeggeremo con la focaccia di mele e succhi naturali da degustare al termine.
Arrivederci alla prossima
Milena
LE RICETTE DELLE CUJERE
Ho pensato di star ferma un giro, come al gioco dell’oca, considerato che in questa seconda puntata ci sono diversi spunti di ricette, non proprio di dolci, ma molto in linea con le cujere. Se qualcuno desidera ulteriori approfondimenti in merito sono sempre a disposizione, ma ricordiamoci che la rubrica può beneficiare del contributo di tutti.
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