giovedì 29 aprile 2010

Terzo appuntamento con l'orto

L'importanza di bagnare
Vista la scarsità di pioggia di questi tempi abbiamo dovuto bagnare giornalmente le piantine piantate la scorsa settimana(è un'operazione da farsi quando non c'è ancora caldo quindi entro le ore 9.00). Per fortuna che Paolo, uno degli ospiti di Casa San Giuseppe, si è preso a cuore l'orto e se n'è occupato lui ogni mattina.

Pomodori e fagioli

Questa settimana abbiamo invece lavorato su due nuove cuiere piantando in una i pomodori e seminando nell'altra i fagioli.


Il nylon

Per evitare che le cuiere si riempiano di erbacce abbiamo steso un telo in nylon nero (largo 120 cm). Il telo va steso sulla cuiera e poi fermato riversandoci sopra una palata di terra lungo tutto il perimetro. La terra va prelevata dal bordo della cuiera sotto il nylon ed adagita (non buttata!) sopra il telo. Questa con il suo peso deve permette
re che il nylon resti ben teso (l'ideale è farlo nelle ore calde quando il telo è un po' più dilatato).

A cosa serve il nylon

Il nylon ha la funzione principale di non far crescere le erbacce ma permette anche di anticipare o posticipare la coltivazione di una quindicina di giorni, contrastando il freddo; inoltre mantiene una buona umidità del terreno. L'importante però è che le piante siano sempre ben irrigate altrimenti rischiano di bruciarsi visto che l'alta temperatura che si raggiunge al di sotto del telo nero. Col crescere della piantina il problema comunque si attenua perchè la pianta riesce a farsi ombra sulle radici da sola.
Sotto il telo abbiamo posizionato una filo al centro della cuiera in attesa di poter mettere una “manichetta” per l'irrigazione che abbiamo ordinato (la legheremo ad un capo del filo e la faremo scorrere sotto il telo tirando l'altro capo). Grazie alla manichetta non dovremo andare a bagnare una piantina alla volta a mano ma potremmo semplicemente far scorrere l'acqua che dalla manichetta sotto il telo bagnerà tutte le piante permettendoci nel frattempo di fare altri lavori. Le piantine di pomodoro Sul telo abbiamo poi fatto con la forbice dei tagli in corrispondenza dei punti dove andavano interrate le piantine: all'incirca ad una distanza di 70 cm l'una dall'altra disposte su due file sfalsate. Poi in corrispondenza di ogni buco sul telo abbiamo fatto un piccolo scavo con la mano e abbiamo inserito le piante. Le specie di pomodoro piantate sono:
  • S.Marzano
  • tondo
  • banana
  • ciliegia
  • cuore di bue
Sulla stessa cuiera di pomodori tra una pianta e l'altra si possono piantare delle insalate che crescono più velocemente (una quarantina di giorni) e, una volta colte, lasciano lo spazio al pomodoro. In questo modo si sfrutta in maniera ottimale lo spazio della cuiera. Inoltre le piante possono crescere in sinergia tra loro traendo vantaggio dall'essere vicine: ad esempio il cavolo aiuta la crescita del pomodoro e viceversa.

I fagioli

Infine abbiamo seminato fagiolini e fagioli borlotti.


martedì 20 aprile 2010

Arrivano le prime piantine

Ieri un nutrito gruppo di volontari e ospiti di Casa San Giuseppe si è messo all'opera lavorando sull'orto per oltre due ore!
Dopo la piantagione delle patate la scorsa settimana siamo questa volta passati alla preparazione delle aiuole, o per meglio dire cuiere.
Come potete apprezzare dalle foto abbiamo dovuto lavorare di pala!

Dopo aver fissato con dei paletti la misura della cuiera ed aver teso un filo da un capo all'altro dell'orto per delimitarne i bordi abbiamo scavato con la pala il percorso tra una cuiare e l'altra e riversato la terra tolta nella cuiera stessa che ovviamente si è innalzata. Poi col rastrello abbiamo sistemato la terra in modo che fosse il più regolare possibile.

Infine abbiamo cominciato a piantare: cipolle, porri, insalata, bieta, cavolo-cappuccio.

Valerio ci ha spiegato l'im portanza di disporre le piantine in modo che ognuna abbia lo spazio necessario per crescere (ad esempio le cipolle e il porro su 4 file, ogni piantina sfalsata l'una dall'altra e a circa 20 cm mentre le piantine di insalata e la bieta su tre file disponendole sempre sfalsate). Per piantarle abbiamo fatto a mano il buco nella terra e messo giù la pianta anche se il terreno molto duro ci ha creato dei problemi nel fare dei buchi sufficientemente profondi.


Adesso non ci resta che attendere che crescano...

lunedì 19 aprile 2010

Il progetto dell'orto sociale

Il progetto prevede l'avvio, in forma sperimentale, di un'attività di orto sociale.

Presso la struttura “Casa del lavoratore San Giuseppe” stiamo realizzando, su un terreno attiguo alla casa, un campo di coltivazione a cielo aperto secondo le tecniche dell’agricoltura biologica.

Grazie alla collaborazione con un esperto orticoltore (Valerio Salvador) abbiamo realizzato un laboratorio continuo d'insegnamento, per apprendere le tecniche di coltivazione e cura dell’orto/giardino.

Possono partecipare all'attività, oltre ai referenti della struttura (cooperativa Abitamondo), tutti coloro che sono interessati ed in particolare:

  • persone volontarie del GAS della Caritas di Pordenone,

  • gli ospiti di Casa San Giuseppe.

L’attività di coltivazione sarà svolta in modo integrato con l’offerta di servizi:

  • culturali/educativi (es. attività del GAS presso CSG),

  • assistenziali” (possibilità di un'attività sana e riabilitativa per persone senza lavoro),

  • formativi e occupazionali

in collaborazione con le istituzioni pubbliche (servizi sociali) e con il terzo settore (es. Nuovi Vicini, Consorzio Leonardo, ecc.).


L'agricoltura sociale, oltre a promuovere il contatto con la natura, il lavoro all'aria aperta, la manualità, il consumo consapevole e sano, il benessere psicofisico, la possibilità di intessere nuove relazioni, permetterà di raggiungere alcuni obiettivi pratici:

  • valorizzare il terreno attorno alla casa, (con la possibilità di renderlo fruibile in futuro in modi diversi), e valorizzare la casa stessa, che potrebbe diventare centro di aggregazione delle attività del GAS Caritas e punto di incontro per altre persone anche della comunità di Vallenoncello;

  • produrre ortaggi per l'autoconsumo interno della casa, per il consumo delle persone che partecipano al progetto, per altri beneficiari da individuare;

  • sperimentare l'agricoltura biologica;

  • sperimentare percorsi di formazione volti all'inserimento lavorativo in aziende agricole esterne;

  • dare la possibilità agli ospiti disoccupati di impegnarsi in un'attività lavorativa soddisfacente.

Il progetto, nell'attuale fase sperimentale, durerà fino a ottobre 2010 circa, in modo da poter completare il ciclo della coltivazione e raccolta prima dell'invero.

La valutazione dei risultati del progetto ci permetterà di programmare eventuali (ed auspicabili...) nuovi sviluppi nel 2011.